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Salute mentale e lavoro, al via la campagna europea “Ambienti di lavoro sani e sicuri 2026-2028”

Il 10 ottobre si celebra la Giornata mondiale della salute mentale. E un aspetto da non trascurare quando si parla di salute mentale è quello del benessere sui luoghi di lavoro. 

Proprio la salute mentale nei luoghi di lavoro è al centro della nuova campagna europea “Ambienti di lavoro sani e sicuri 2026-2028”, promossa dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA). che sarà presentata ufficialmente il 13 ottobre 2026 a Bruxelles. Un’iniziativa che intende sensibilizzare imprese, professionisti e istituzioni sull’importanza di riconoscere e gestire i fattori organizzativi che possono compromettere la salute mentale negli ambienti professionali. 

IL DECRETO LEGISLATIVO 81/2008 E GLI OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO

Il riferimento normativo nazionale è rappresentato dal Dlgs 81/2008, che all’articolo 28, comma 1, prevede l’obbligo di valutare tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori, compresi quelli collegati allo stress lavoro-correlato. L’articolo 17 attribuisce inoltre al datore di lavoro la responsabilità non delegabile della valutazione dei rischi e della conseguente elaborazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).

Il DVR è un atto ufficiale obbligatorio in Italia per tutte le aziende che hanno almeno un lavoratore (dipendenti, tirocinanti, stagisti o soci lavoratori) e la sua redazione avviene in collaborazione con il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) e il Medico Competente, previa consultazione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) come previsto dall’art. 50 del decreto suddetto. 

Si tratta di un passaggio fondamentale, perché permette alle imprese di individuare i fattori di criticità, e quindi di intervenire con azioni concrete. Come ad esempio migliorare la distribuzione dei compiti, favorire una comunicazione più efficace, definire responsabilità chiare e promuovere modalità di gestione più attente alle esigenze dei dipendenti. 

Una corretta organizzazione contribuisce infatti alla prevenzione di situazioni di stress prolungato, alla riduzione delle criticità nelle relazioni professionali e al miglioramento complessivo delle condizioni di lavoro. 

LE AZIONI STRATEGICHE PREVISTE DALLA CAMPAGNA EUROPEA

L’obiettivo della campagna 2026-2028 è quello di far sì che il benessere psicologico sia considerato parte integrante nelle valutazioni di rischio da parte delle direzioni aziendali.

In particolare, sono state immaginate le seguenti azioni strategiche:

  • Promozione della valutazione dei rischi: Integrare la prevenzione psicosociale nel DVR aziendale mediante procedure di valutazione sistematiche e partecipative.

  • Coinvolgimento di tutti i settori: Rivolgersi ai comparti ad alto rischio (sanità, istruzione, pubblica amministrazione) ma anche a quelli in cui i rischi psicosociali appaiono meno evidenti.

  • Sfide della digitalizzazione: Affrontare i nuovi rischi connessi all’uso delle tecnologie, come la cyberviolenza, le molestie online e l'iperconnessione.

  • Prevenzione integrata: Analizzare la complessa interazione tra rischi fisici (rumore, microclima, ergo-meccanica) e rischi psicosociali, in quanto lo stress aumenta esponenzialmente la probabilità di infortuni e di disturbi muscoloscheletrici (DMS).

Dunque attraverso questa iniziativa europea si afferma la necessità di considerare il benessere psicologico come una componente essenziale della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro, che in quanto tale deve essere integrata stabilmente nelle politiche aziendali di prevenzione.

LAVORATORI E BENESSERE IN AZIENDA: QUALCHE DATO

Ma perché è così importante non trascurare lo stato psicologico dei lavoratori?

Secondo l'indagine OSH Pulse 2025 e gli studi condotti da Eurofound ed Eurostat, in Europa oltre 4 lavoratori su 10 (44%) dichiarano di essere esposti a una forte pressione temporale o a un carico di lavoro eccessivo, con conseguenze sullo stato psicofisico. Il 37% dei lavoratori soffre di affaticamento generale e il 29% manifesta sintomi di stress, ansia o depressione generati o aggravati dalle condizioni di lavoro. Quasi il 50% della popolazione europea dichiara poi di aver vissuto un problema emotivo o psicosociale negli ultimi 12 mesi.

E ancora, l'indagine EWCTS indica che il 13% dei lavoratori UE ha subito comportamenti sociali avversi sul lavoro; dai dati Eurostat/EIGE emerge che il 30,8% delle donne ha subito molestie sessuali nel corso della propria vita lavorativa, addirittura 2 su 5 tra le giovani lavoratrici. La mancata gestione di questi fenomeni genera gravi costi per le imprese in termini di assenteismo, presenteismo e turnover del personale. Motivo in più per non stigmatizzare questi casi ma mettere al centro dei piani aziendali una sana cultura della prevenzione.

COME ESSERE IN REGOLA E FAVORIRE IL BENESSERE DEI DIPENDENTI

La formazione in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro e la corretta redazione del DVR rappresentano per un’azienda non solo obblighi normativi ma anche azioni concrete per favorire il benessere dei dipendenti. 

Noi di A.S. Consulting eroghiamo corsi obbligatori in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e supportiamo le PMI nella redazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), in conformità al D.Lgs. 81/2008. Il nostro obiettivo è quello di costruire una cultura della prevenzione condivisa, capace di ridurre i rischi, migliorare l’ambiente di lavoro e valorizzare il benessere organizzativo, con benefici concreti in termini di produttività e responsabilità sociale d’impresa. 

Vuoi scoprire come possiamo insieme migliorare il clima lavorativo nella tua PMI, con enormi benefici sul benessere psicologico dei tuoi dipendenti e sulle loro performance nonché sulla capacità di attrarre nuovi talenti nella tua impresa?  


 
 
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