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CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME: il nuovo quadro normativo dopo la Legge n. 166/2024

  • 19 gen
  • Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 22 gen

Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 267 del 14 novembre 2024, è entrata in vigore la Legge 14 novembre 2024, n. 166, di conversione del Decreto-legge 16 settembre 2024, n. 131, noto come “Decreto Infrazioni”. Il provvedimento interviene in maniera organica sulla disciplina delle concessioni demaniali marittime, con particolare riferimento a quelle aventi finalità turistico-ricreative, introducendo un quadro regolatorio finalizzato a garantire certezza giuridica, concorrenza e tutela degli investimenti.


L’intervento legislativo si colloca nel più ampio percorso di adeguamento dell’ordinamento italiano ai principi del diritto dell’Unione europea, a partire dalla Direttiva 2006/123/CE (c.d. Direttiva Bolkestein), che impone procedure trasparenti e competitive per l’assegnazione delle risorse pubbliche scarse, quali sono appunto le aree del demanio marittimo.



CONTESTO NORMATIVO E STORICO


Negli ultimi anni, il settore balneare italiano è stato al centro di numerosi interventi normativi, volti a garantire concorrenza, trasparenza e tutela degli operatori esistenti. La Legge n. 166/2024 rappresenta l’ultimo passo di un percorso iniziato con la Direttiva Bolkestein, recepita dall’Italia nel 2006, e dai successivi decreti attuativi che hanno tentato di armonizzare regole europee e peculiarità locali.


Il provvedimento si inserisce inoltre in un contesto giurisprudenziale europeo caratterizzato da pronunce della Corte di Giustizia, che hanno richiamato l’Italia a garantire evidenza pubblica e criteri di aggiudicazione trasparenti per i titoli concessori.



SCADENZE, PROROGHE E FASE TRANSITORIA


La nuova disciplina stabilisce che le concessioni in essere alla data di entrata in vigore della legge conservino efficacia fino al 30 settembre 2027. Entro tale termine, le amministrazioni competenti dovranno completare le procedure di evidenza pubblica per il rilascio dei nuovi titoli concessori.


È prevista una proroga tecnica fino al 31 marzo 2028 esclusivamente in presenza di ragioni oggettive che rendano impossibile la conclusione delle gare, quali, ad esempio, contenziosi pendenti o criticità tecnico-amministrative adeguatamente motivate. Si tratta di una misura finalizzata a evitare vuoti gestionali e a garantire continuità nell’erogazione dei servizi.



AVVIO DELLE PROCEDURE E DURATA DELLE NUOVE CONCESSIONI


Le procedure di gara dovranno essere avviate entro il 30 giugno 2027, nel rispetto dei principi di concorrenza, imparzialità, trasparenza e non discriminazione.


La durata delle nuove concessioni sarà modulata in relazione alla natura e alla sostenibilità economica degli investimenti proposti, con un arco temporale compreso tra 5 e 20 anni. L’obiettivo è favorire una programmazione industriale coerente, capace di coniugare qualità dell’offerta turistica e tutela del bene pubblico.



I CONTENUTI OBBLIGATORI DEI BANDI DI GARA


I bandi dovranno essere strutturati in modo chiaro e completo, prevedendo in particolare:

• l’oggetto, l’ubicazione e la tipologia della concessione;

• la durata, il canone e la cauzione richiesta;

• i requisiti di partecipazione, anche al fine di favorire l’accesso delle micro, piccole e medie imprese;

• l’obbligo di presentazione di un piano economico-finanziario;

• i criteri di valutazione delle offerte, con attenzione alla qualità dei servizi, alla sostenibilità ambientale e alla valorizzazione del territorio;

• le modalità di sopralluogo;

• i meccanismi di indennizzo al concessionario uscente;

• il rispetto delle clausole sociali a tutela dei lavoratori.


Il legislatore rafforza così l’impostazione qualitativa delle gare, superando una logica meramente economica.



CRITERI DI AGGIUDICAZIONE E CLAUSOLE SOCIALI


Ai fini dell’aggiudicazione, assumono rilievo specifici elementi di valore aggiunto, tra cui:

• l’impegno a garantire l’accessibilità alle persone con disabilità;

• l’estensione dell’apertura anche oltre la stagione balneare tradizionale;

• la valorizzazione delle tradizioni culturali, artigianali e agroalimentari locali;

• l’adozione di misure concrete di tutela ambientale;

• l’inserimento lavorativo di giovani under 36;

• il riassorbimento del personale già impiegato dal concessionario uscente.


In tal modo, la riforma integra la dimensione concorrenziale con quella sociale e occupazionale, riconoscendo il ruolo strategico del comparto balneare nel sistema turistico nazionale.



IL SISTEMA DEGLI INDENNIZZI


Un profilo centrale riguarda la tutela degli investimenti effettuati dai concessionari uscenti. Il concessionario subentrante sarà tenuto a corrispondere un indennizzo comprendente:

• il valore dei beni materiali non amovibili non ancora ammortizzati, inclusi quelli realizzati a seguito di eventi calamitosi;

• una remunerazione equa degli investimenti effettuati nei cinque anni antecedenti la scadenza.


La quantificazione dovrà avvenire tramite perizia asseverata redatta da un professionista iscritto all’Albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili, selezionato da una rosa proposta dal Consiglio nazionale.


Il pagamento di almeno il 20% dell’indennizzo costituisce condizione di efficacia della concessione. Il mancato versamento determina la decadenza automatica del titolo, rafforzando la certezza dei rapporti giuridici.



COERENZA CON IL DIRITTO EUROPEO


La Legge n. 166/2024 mira a rendere strutturale l’allineamento dell’ordinamento italiano ai principi comunitari, garantendo una gestione delle concessioni improntata a trasparenza, concorrenza e parità di accesso, in coerenza con la giurisprudenza europea e con la Direttiva Bolkestein.


La riforma tenta, al contempo, di evitare effetti traumatici sul tessuto imprenditoriale esistente, costruendo un percorso di transizione ordinato e sostenibile.



IMPATTO ECONOMICO E SOCIALE

Secondo i dati del settore, le concessioni balneari rappresentano oltre il 15% del fatturato turistico nazionale e occupano decine di migliaia di lavoratori. La riforma punta a tutelare investimenti e posti di lavoro, incoraggiando l’ingresso di nuovi operatori qualificati e la valorizzazione del patrimonio costiero.



CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE


Il nuovo assetto delle concessioni demaniali marittime rappresenta un passaggio cruciale per il settore turistico-balneare italiano. Il legislatore ha cercato un punto di equilibrio tra il rispetto delle regole europee e la salvaguardia degli investimenti, dell’occupazione e della qualità dell’offerta.


Amministrazioni locali, imprese e professionisti sono ora chiamati a una fase di adeguamento organizzativo e strategico, nella consapevolezza che la corretta attuazione della riforma potrà costituire un fattore determinante per la valorizzazione del patrimonio costiero nazionale e per la competitività del sistema turistico nel medio-lungo periodo.

 
 
 
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