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BANDO ISI INAIL 2026: oltre 600 milioni per sicurezza, innovazione e prevenzione nelle imprese italiane

  • 9 mar
  • Tempo di lettura: 5 min


La sicurezza sul lavoro rappresenta una delle sfide più rilevanti per il sistema produttivo italiano. Nonostante i progressi normativi e tecnologici degli ultimi anni, il tema degli infortuni e delle malattie professionali continua a richiedere politiche di prevenzione strutturate e investimenti costanti. In questo contesto si inserisce il Bando ISI INAIL 2026, uno degli strumenti più importanti di politica pubblica a sostegno delle imprese che intendono migliorare le condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro.

Promosso da INAIL, l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, il bando mette a disposizione circa 600 milioni di euro di contributi a fondo perduto destinati alle imprese italiane che investono in prevenzione, innovazione tecnologica e riduzione dei rischi professionali. Si tratta della dotazione finanziaria più alta mai stanziata nell’ambito di questo programma, attivo ormai da oltre quindici anni.

Dal 2010 ad oggi, attraverso le diverse edizioni del bando, l’INAIL ha destinato oltre 4 miliardi di euro per finanziare interventi di miglioramento della sicurezza aziendale. Il programma rappresenta quindi una delle principali leve pubbliche per favorire la modernizzazione degli ambienti di lavoro e ridurre l’impatto sociale ed economico degli infortuni.

UN BANDO PER PREVENIRE GLI INFORTUNI E INNOVARE LE IMPRESE

Il Bando ISI nasce con una duplice finalità. Da un lato, sostiene le imprese nell’adeguamento agli standard di sicurezza previsti dalla normativa vigente; dall’altro, promuove l’adozione di tecnologie e modelli organizzativi innovativi capaci di ridurre in modo strutturale i rischi per i lavoratori.

L’iniziativa si inserisce nel quadro delle politiche di prevenzione previste dal Decreto Legislativo 81/2008, che costituisce il principale riferimento normativo in materia di tutela della salute nei luoghi di lavoro.

In questo scenario il bando non rappresenta soltanto un incentivo economico, ma anche uno strumento di politica industriale, perché favorisce il rinnovamento tecnologico delle imprese, la sostituzione di macchinari obsoleti e l’introduzione di soluzioni digitali e automatizzate per la sicurezza.

Molte aziende utilizzano infatti il contributo INAIL per finanziare:     • nuovi macchinari più sicuri;        • sistemi automatizzati per la movimentazione dei carichi;     • impianti di aspirazione e filtraggio;          • tecnologie di monitoraggio dei rischi;       • interventi di bonifica ambientale.

In questo modo la prevenzione si trasforma anche in un investimento in produttività e competitività aziendale.

LA DOTAZIONE FINANZIARIA DEL BANDO 2026

Per l’edizione operativa nel 2026 il bando prevede una disponibilità complessiva di circa 600 milioni di euro, suddivisi tra le regioni italiane in base a criteri che tengono conto della distribuzione delle imprese e dell’incidenza degli infortuni sul lavoro.

I contributi sono concessi a fondo perduto, coprendo generalmente fino al 65% delle spese ammissibili per i progetti presentati dalle imprese. In alcuni casi particolari, soprattutto per progetti legati a modelli organizzativi avanzati o per iniziative nel settore agricolo presentate da giovani imprenditori, l’intensità dell’aiuto può arrivare fino all’80% delle spese sostenute.

Gli importi finanziabili variano normalmente: da un minimo di 5.000 euro, fino a un massimo di 130.000 euro per impresa. Questa struttura rende il bando particolarmente accessibile alle micro, piccole e medie imprese, che rappresentano la grande maggioranza del tessuto produttivo italiano.

LE TIPOLOGIE DI INTERVENTO FINANZIABILI

Il Bando ISI è articolato in cinque linee di finanziamento, chiamate “assi”, ciascuna dedicata a specifiche tipologie di investimento.

Il primo asse riguarda i progetti di investimento e l’adozione di modelli organizzativi per la sicurezza. In questa categoria rientrano interventi strutturali sugli impianti aziendali, la sostituzione di macchinari pericolosi e l’introduzione di sistemi di gestione della sicurezza certificati.

Il secondo asse è dedicato alla riduzione dei rischi derivanti dalla movimentazione manuale dei carichi, una delle principali cause di disturbi muscolo-scheletrici tra i lavoratori. Gli interventi finanziati possono includere l’introduzione di sistemi di sollevamento automatico o l’acquisto di attrezzature ergonomiche.

Il terzo asse riguarda invece la bonifica da amianto, un tema ancora estremamente rilevante nel panorama industriale italiano. Molti capannoni e strutture produttive costruiti tra gli anni Sessanta e Ottanta presentano ancora coperture o componenti contenenti questo materiale altamente nocivo.

Il quarto asse è riservato alle micro e piccole imprese operanti in specifici settori economici, tra cui alcune attività legate alla gestione dei rifiuti e alla tutela ambientale.

Il quinto asse è infine dedicato alle imprese agricole, uno dei comparti con il più alto tasso di infortuni sul lavoro. In questo ambito il bando finanzia soprattutto la sostituzione di macchinari agricoli obsoleti e l’acquisto di trattori dotati di sistemi di sicurezza avanzati.

CHI PUÒ PARTECIPARE AL BANDO

Il bando è rivolto principalmente alle imprese, comprese quelle individuali, operanti sul territorio italiano.

Per poter accedere ai finanziamenti è necessario rispettare alcuni requisiti fondamentali:  • iscrizione alla Camera di Commercio;      • regolarità contributiva (DURC);  • assenza di gravi violazioni in materia di sicurezza sul lavoro;           • presentazione di un progetto coerente con le finalità del bando.

Un aspetto importante è che ogni impresa può presentare una sola domanda di finanziamento, riferita a un unico progetto.

SPESE AMMISSIBILI E INVESTIMENTI FINANZIABILI

Le spese finanziabili riguardano principalmente investimenti materiali e immateriali finalizzati al miglioramento delle condizioni di sicurezza.

Tra queste rientrano:       • acquisto di macchinari e attrezzature innovative;    • interventi strutturali sugli ambienti di lavoro;                    • impianti di aspirazione e abbattimento degli inquinanti;       • bonifica di materiali pericolosi come l’amianto;     • consulenze specialistiche per la progettazione degli interventi.

Il bando non finanzia invece interventi di semplice adeguamento normativo già obbligatorio per legge, ma privilegia progetti che comportano un reale miglioramento delle condizioni di sicurezza rispetto alla situazione preesistente.

COME FUNZIONA LA PROCEDURA DI ACCESSO


Una delle caratteristiche più note del Bando ISI è il cosiddetto “click day”, il momento in cui le imprese devono inviare telematicamente la domanda per accedere ai fondi.

La procedura si sviluppa in diverse fasi.

In primo luogo le imprese devono compilare la domanda sul portale online dell’INAIL, inserendo i dati del progetto e simulando il punteggio di ammissibilità.

Successivamente, una volta verificato il raggiungimento del punteggio minimo previsto, l’azienda può partecipare alla fase di invio telematico nel giorno stabilito.

Le domande vengono inizialmente ordinate in base all’ordine cronologico di arrivo e successivamente sottoposte alla verifica della documentazione tecnica.

Per l’edizione 2026 la fase di compilazione delle domande è prevista tra la primavera e l’inizio dell’estate, mentre il click day viene generalmente programmato nei mesi successivi.

UN’OPPORTUNITÀ STRATEGICA PER LE PMI

Per molte piccole e medie imprese italiane, il Bando ISI rappresenta una delle opportunità più concrete per finanziare interventi di sicurezza che altrimenti richiederebbero investimenti significativi.

La sostituzione di macchinari obsoleti, l’introduzione di sistemi automatizzati e l’adeguamento degli impianti produttivi possono infatti comportare costi elevati.

Il contributo a fondo perduto consente, quindi, di ridurre l’impatto economico di questi interventi, incentivando allo stesso tempo un approccio più moderno alla gestione della sicurezza.

In un contesto economico sempre più attento ai criteri ESG e alla responsabilità sociale d’impresa, investire nella sicurezza dei lavoratori non rappresenta soltanto un obbligo normativo, ma anche un elemento strategico per la reputazione e la competitività aziendale.

 

 
 
 

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